L' Indice Glicemico

Carico Glicemico, un concetto avanzato*

*Tratto dal libro "Bella Forza Advanced" del dott. Marco Ceriani (Sandro Ciccarelli Editore)

Il concetto di Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (GL = Glicemic Load) è relativamente giovane (anni ’80) ma è ancora poco diffuso perché il potere commerciale dei carboidrati è ancora molto maggiore del semplice potere dato dal sapere scientifico. Anche se uno dei problemi da superare riguarda il perdurare della confusione tra IG e GL e la non univocità delle tabelle di classificazione degli alimenti. Se a ciò si associa la variazione dell’IG in funzione di alcuni fattori (specie o cultivar dell’alimento, grado di maturazione, metodica di cottura e durata), si comprende come parlare di IG sia cosa tutt’altro che semplice e scontata.

Suddivisione delle diete più diffuse in base al loro effetto sull’indice glicemico:

Basso IG

Dieta Atkins (Metabolica ndr)

Moderato IG

Dieta a Zona

Alto IG

Dieta mediterranea, Dieta americana USD (linee guida in cardiologia-diabetologia-oncologia)

Altissimo IG

Dieta comune Americana (fast food)

Ovviamente se le diete low carb incontrano qualche resistenza all’estero, figuriamoci nel nostro paese che è il regno del carboidrato declinato in tutte le sue infinite forme…

L' Indice Glicemico(IG) di un alimento è un parametro che rappresenta la velocità con cui si ha un incremento della concentrazione ematica di glucosio (glicemia) in seguito all'assunzione dell’alimento.
L’IG è espresso come percentuale rispetto alla velocità dell’aumento glicemico in seguito all'assunzione di un alimento di riferimento con indice glicemico convenzionale pari a100. Ciò significa che alimento con indice glicemico di 50 provoca un innalzamento della glicemia con una velocità pari alla metà di quella dell'alimento di riferimento. Generalmente gli alimenti che vengono utilizzati come standard di riferimento sonoil glucosio e il pane bianco (IG = 100), è per questa ragione che vi sono tabelle con indici differenti per uno stesso alimento.

Tabella di riferimento: International table of glycemic index and glycemic load values (Foster-Powell K, Holt SH, Brand-Miller JC. Human Nutrition Unit, School of Molecular and Microbial Biosciences, University of Sydney, NSW, Australia.) Am J Clin Nutr. 2003 Apr; 77(4):994.


L’IG caratterizza l’assorbimento nel tratto gastrointestinale con una risposta metabolica ed endocrina differente a seconda del carico glicemico (ad esempio come la pasta sia migliore del pane bianco e anche del pane integrale).

Un elevato indice glicemico crea radicali liberi in alta quantità, un maggior stress ossidativi, distruzione proteica e infiammazione spesso non percepita (infiammazione silente).

Il prof. Jenkins (*) descrive la situazione alimentare metabolicamente peggiore quella costituita da assunzione di cibi con alto indice glicemico in assenza di fibra.

 (*)Nota: David J. A. Jenkins Professore del Canada Research Chair in Nutrition and Metabolism dell’Università di Toronto, uno dei maggiori esperti mondiali sulla ricerca dell’indice glicemico degli alimenti.

LA QUALITÀ DEICARBOIDRATI ASSUNTI CON LA DIETA CONTA DI PIÙ DELLA LORO QUANTITÀ.       Dott.ssa Jennie Brand-Miller (*)

(*)Nota:  Jennie Brand-Miller docente in Nutrizione Umana, Scuola di Microbiologia dell’Università di Sydney. Ha pubblicato 16 libri, tra cui “The New Glucose Revolution”, best-seller internazionale con oltre 2 milioni di copie, e  oltre 150 articoli.

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