SPERIMENTAZIONE PER LA DITTA FIBERPASTA
Da parte della Dott.ssa Emma Vitiani - dietista olistica
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1) OGGETTO DELLA SPERIMENTAZIONE:
La sperimentazione per la FiberPasta riguarda l’uso del prodotto continuativo per 3 mesi da parte di 24 volontari ai quali la ditta ha gratuitamente fornito la pasta in più formati.
I pazienti che hanno collaborato alla sperimentazione sono 24 PAZIENTI: 20 DONNE, 3 UOMINI E UN BAMBINO DI 6 ANNI. Il bambino era lievemente in sovrappeso, mentre gli altri 23 avevano problemi di obesità o sovrappeso, oltre che tendenza alla dislipidemia o all’ipertensione o all’intolleranza al glucosio. Più della metà aveva problemi di stipsi cronica
2) MOTIVAZIONI PER LA COLLABORAZIONE ALLA SPERIMENTAZIONE:
Nell’ottica della “Promozione alla Salute” per la quale da sempre sono invitata a scrivere e a parlare nelle scuole e nei Convegni sulla PREVENZIONE ( vedi mio sito www.vitiani.it ), ho aderito alla sperimentazione perché già da tempo già consigliavo il prodotto ai miei pazienti che ne hanno potuto testare la genuinità delle materie prime e il sapore gradevole. La fibra di frumento presente è il doppio rispetto alle paste integrali in commercio e comporta un effetto benefico immediato sul miglioramento del transito intestinale e sulla diminuzione del senso della fame. L’inulina permette il prolungamento del senso di sazietà e un migliore rilascio energetico che la rende adatta anche a chi fa sport. Se è condita in modo semplice (con verdure o un sugo di pomodoro moderatamente conditi) e accompagnata da un contorno di verdure, pane e frutta, evitando accuratamente di accompagnarla alla carne, la Fiberpastacostituisce un piatto gustoso, digeribilissimo che aiuta a eliminare il gonfiore addominale e il sonno post-prandiale.
3) LA FIBERPASTA AIUTA A DIMAGRIRE E A MANTENERE IL PESO RAGGIUNTO: POTER INSERIRE NELLE DIETOTERAPIE LA FIBERPASTA E’ UN MEZZO PER AUMENTARE LA QUANTITA’ DELLA PASTA DATA AL PAZIENTE IN QUANTO E’ MENO CALORICA : circa 284 Kcal. contro le 356 della pasta tradizionale, nella pratica si può aumentare la quantità a circa 35 g in più rispetto la normale pasta. Il valore energetico è dovuto per la maggior parte ai carboidrati, nella quasi totalità complessi e, in misura minore, alle proteine, essendo i grassi contenuti in quantità trascurabile (1.30 g/100g). Il contenuto energetico e’ circa il 20 % in meno della pasta di semola comune a causa dell’arricchimento in fibra.
Quando la FIBERPASTA è condita in modo semplice con verdure di stagione o un sugo semplice di pomodoro si ha un miglioramento del rendimento nel lavoro e intellettuale dopo il pasto in quanto si evita il sonno post-prandiale.
Dei 24 pazienti che hanno usato Fiberpasta, solo 19 presentavano problemi di peso, i restanti 4 pazienti sperimentavano la Fiberpasta per problemi legati alla dislipidemia o all’ipertensione o all’intolleranza al glucosio. Più della metà aveva problemi di stipsi cronica.
Per quanto riguarda la perdita di peso mensile, dal grafico si può evincere un’ottima perdita di peso, di media da 2.5 kg per la donna a 4 kg. per l’uomo, nonostante la quota calorica consigliata è di 2000 Kcal., aumentate a 2300 per l’uomo.
Con FIBERPASTA è stato più facile dimagrire per il prolungamento del senso di sazietà nel pomeriggio grazie alla presenza d’inulina che prolunga la sazietà. Questa particolarità ha offerto durante la sperimentazione un maggiore autocontrollo alimentare che ha permesso di seguire più correttamente il regime e di contrastare la fame ansiosa nei pazienti affetti da Anomalie del Comportamento Alimentare (DCA). Si ha, inoltre, ottenuto una vera ottimizzazione del transito intestinale, quando il paziente ha seguito la raccomandazione di bere almeno 1 litro e mezzo d’ acqua il giorno, data la grande presenza di fibre nella dieta.
Inoltre, i pazienti dislipidici (con colesterolo e/o trigliceridi sopra la norma) hanno ripetuto i livelli ematochimici dopo 3 mesi dalla sperimentazione con un più veloce riassetto dei valori rispetto ai pazienti che non hanno usato FIBERPASTA, nonostante il colesterolo sia per lo più endogeno e quindi più lento ad abbassarsi rispetto alla glicemia o ai trigliceridi.
4) TUTTI POSSONO TRARRE GIOVAMENTO DAI CIBI A BASSO VALORE GLICEMICO I CIBI A BASSO VALORE GLICEMICO
Tutti i nutrizionisti concordano nel ritenere che i carboidrati devono rappresentare la nostra maggiore fonte di energia quotidiana. Gli altri macronutrienti, come i grassi e le proteine, devono essere ben presenti nella nostra alimentazione, ma è sicuramente dai carboidrati che dobbiamo ricavare il maggior numero di calorie giornaliere. I carboidrati sono contenuti in moltissimi alimenti, ma a seguito di numerose ricerche, si è visto come questi non siano tutti uguali.
Gli esperti oggi sono in grado, infatti, di indicarci quali carboidrati sono da preferire rispetto ad altri. Secondo il parere del Dottor Oliviero Sculati, dell’Unità di nutrizione Asl di Brescia, è più giusto consumare quei carboidrati che vengono assorbiti più lentamente e con maggior gradualità dal nostro organismo. Non sono da preferire invece i carboidrati che vengono assimilati in fretta; questi, infatti, entrano nel sangue molto rapidamente e allo stesso tempo in gran quantità, fino a scatenare una forte secrezione dell’ormone insulina, il cui compito è quello di far sì che il sangue non diventi troppo ricco di zuccheri. Le improvvise secrezioni di insulina, possono provocare nel tempo uno sviluppo di sovrappeso e di diabete. Il parametro quindi su cui si basano questi studi è il cosiddetto “indice glicemico”. Più questo indice è alto, più veloce è l’assimilazione dei carboidrati da parte dell’organismo.
Cibo e relativo indice glicemico:
Ceci secchi 17
Semi di soia secchi 22
Fruttosio 19
FIBERPASTA 23,5
Pane segale integrale 39
Lenticchie secche 44
Arance 59
Fagioli borlotti 64
Maccheroni 68
Piselli surgelati 74
Corn flakes 91
Pane integrale 96
Patate bollite 105
Castagne (farina) 114
Corn flakes 121
Riso soffiato 132
Patate al forno 135
Arachidi 19
Ciliegie 32
Coca Cola 39
Orzo integrale 39
Spaghetti al dente 45
Banane acerbe 59
Arance succo 67
Riso parboiled 72
Patate novelle 80
Saccarosio 91
Pane bianco 100
Polenta di mais 106
Riso brillato 117
Miele 126
Carote 135
Zucchero 100
5) LA FIBERPASTA OTTIMA PER IL PAZIENTE DIABETICO
Nel 2001 il Decreto del Ministero della Salute ha indicato la Fiberpasta come alimento indicato ai diabetici,
Nei miei studi dietetici di Foligno e di Perugia ho sperimentato da più di un anno l’uso della FiberPasta con pazienti diabetici insulino-dipendenti e posso confermare che i livelli glicemici si mantengono costanti ed ottimali, anche in pazienti che non fanno movimento e che non riescono ad essere sempre ligi nel seguire la dietoterapia.
I pazienti diabetici che hanno usato FIBERPASTA hanno avuto un netto miglioramento dei livelli di glicemia del sangue, sia a digiuno che post-prandiale, restando su un valore massimo di 125-130, quasi 50 punti di meno che con l’uso di una pasta normale per diabetici.
7) COMMENTO FINALE
Giuseppe Polverini, inventore di FiberPasta appartiene ad una famiglia di mugnai alla quarta generazione e ha ottenuto questa prodotto con creatività, dopo un notevole impiego di tempo e di risorse finanziarie, sorretto dalla grande passione per il suo lavoro e da un grande spirito innovativo.
Il risultato finale è una pasta buona e salutare ottenuta dal grano tramite trattamento solo fisico, senza l’utilizzo di trattamenti chimici. Da tutte queste premesse si ha una conferma del ruolo benefico della FiberPasta nella prevenzione e nella cura della stipsi, delle malattie dismetaboliche come dislipidemia e diabete e come base efficace nella profilassi di tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, tutte patologie che traggono giovamento dall’uso quotidiano di farine integrali e di fibre. La FiberPasta coadiuva efficacemente la dietoterapia per perdere peso, riduce il senso della fame, migliora il transito intestinale, rendendo costante il dimagrimento e favorendo poi il mantenimento del raggiungimento di salute e di stabilità.
IN FEDE
DOTT.SSA EMMA VITIANI
dietista olistica