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Farina Fiberpasta, cosa cambia dalla farina tradizionale?

Quando si parla di farine a basso indice glicemico, una delle domande più frequenti riguarda la reale differenza del prodotto con la farina tradizionale. È una differenza solo nutrizionale o cambia anche il comportamento dell’impasto? Richiede una modalità di utilizzo diversa in cucina?

Comprendere queste differenze è fondamentale non solo per chi segue un’alimentazione a basso indice glicemico, ma anche per chi cucina quotidianamente pane, pizza, dolci o pasta fresca e desidera risultati costanti e di qualità. In questo articolo analizziamo in modo approfondito cosa distingue la farina FiberPasta a basso indice glicemico da una farina comune, come influisce sulla preparazione dei piatti e perché rappresenta una scelta consapevole anche per chi cerca farine per diabetici o primi piatti per diabetici senza rinunciare al gusto.


Cos’è la farina FiberPasta e cosa la rende diversa da una farina normale

La farina FiberPasta è un preparato a base di farina di grano tenero di tipo 0, arricchito con un elevato contenuto di fibre alimentari, arrivando ad una quota complessiva di fibre del 15%, circa il doppio di fibre contenute nelle farine integrali. Questo mix di fibre comprende fibre insolubili e solubili, tra cui amido resistente e inulina, due componenti fondamentali dal punto di vista metabolico e funzionale.

La differenza principale rispetto a una farina normale non sta solo nella composizione nutrizionale, ma nel modo in cui questa composizione modifica il comportamento dell’alimento una volta ingerito – e, prima ancora, il comportamento dell’impasto durante la lavorazione. La farina tradizionale è costituita prevalentemente da amidi facilmente digeribili, che vengono rapidamente trasformati in glucosio. La farina FiberPasta, invece, sostituisce parte di questi amidi con fibre non digeribili, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri.

Questo è il motivo per cui la farina FiberPasta è una farina a basso indice glicemico, con un IG certificato pari a 29, valore molto più basso rispetto a quello delle farine di grano tenero comuni (IG oltre 70).

Un altro aspetto distintivo riguarda l’assenza della lignina della crusca, tipica componente delle farine integrali. Pur avendo un alto contenuto di fibre, la farina FiberPasta mantiene il colore e la versatilità delle farine tradizionali, risultando più digeribile e con un basso contenuto di nichel. Questo la rende adatta anche a chi deve prestare attenzione a questo minerale, presente invece in modo significativo nelle farine integrali classiche.


La differenza pratica in cucina: perché la farina FiberPasta richiede più acqua?

Al di là dei valori nutrizionali, la differenza più evidente tra farina FiberPasta e farina normale emerge durante la preparazione degli impasti. È un aspetto che molti utenti notano subito: utilizzando le stesse dosi di una farina tradizionale, l’impasto risulta più asciutto e compatto. Questo non è un difetto, ma una conseguenza diretta della composizione della farina FiberPasta.

Le fibre alimentari, in particolare le fibre solubili come l’inulina e l’amido resistente, hanno una capacità di assorbimento dell’acqua molto superiore rispetto agli amidi raffinati. Questo significa che, a parità di peso, la farina FiberPasta richiede una maggiore quantità di liquidi per raggiungere la stessa consistenza di un impasto realizzato con farina normale.

Dal punto di vista pratico, questo si traduce nella necessità di aumentare gradualmente l’idratazione dell’impasto. Pane, pizza, dolci e pasta fresca preparati con farina FiberPasta necessitano di più acqua, latte o altri liquidi per ottenere una lavorazione fluida e omogenea. È una caratteristica fondamentale da conoscere per evitare impasti troppo secchi o difficili da stendere.

Questa maggiore richiesta di acqua non è solo un aspetto tecnico, ma ha anche implicazioni positive sul risultato finale. Impasti più idratati tendono a essere più morbidi, elastici e stabili nel tempo. Inoltre, l’acqua legata alle fibre viene rilasciata più lentamente durante la digestione, contribuendo a una risposta glicemica più controllata.

Capire questa differenza pratica è essenziale per utilizzare correttamente la farina FiberPasta e ottenere risultati ottimali in cucina, senza confrontarla in modo improprio con una farina tradizionale che ha un comportamento diverso.


Farina FiberPasta, farine a basso indice glicemico e per diabetici: cosa cambia davvero

Nel panorama delle farine alternative, termini come farina a basso indice glicemico e farine per diabetici vengono spesso usati in modo generico. In realtà, non tutte le farine che si presentano come “ricche di fibre” offrono gli stessi benefici metabolici o le stesse caratteristiche nutrizionali.

La farina FiberPasta si distingue perché non è una semplice farina integrale. Le farine integrali tradizionali contengono la crusca, che apporta fibre ma anche componenti meno digeribili e un maggiore contenuto di nichel. Inoltre, è da tenere conto dell’IG delle farine di grano tenero integrali, circa 60, dunque nel range degli alimenti a medio indice glicemico, mentre la farina FiberPasta ha un IG di 29 e si colloca dunque tra gli alimenti a basso indice glicemico.

La farina FiberPasta inoltre utilizza fibre funzionali quali amido resistente e inulina, che non vengono digerite né assorbite dall’intestino tenue. Come riconosciuto dal Regolamento UE 432/2012, la sostituzione di amidi digeribili con amido resistente contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale. Questo rende tale farina particolarmente utile per la preparazione di primi piatti per diabetici e per chi deve controllare la risposta glicemica. Un altro elemento distintivo è l’azione prebiotica delle fibre contenute: l’inulina e l’amido resistente favoriscono la crescita selettiva di batteri benefici nel microbiota intestinale, contribuendo all’equilibrio della flora batterica e aumentando la sazietà. Questo aspetto è sempre più riconosciuto come centrale nella salute metabolica e nella gestione del peso.

In questo senso, la farina FiberPasta può essere considerata un ingrediente funzionale pensato per un’alimentazione equilibrata, utile non solo ai diabetici ma anche a chi segue diete per il controllo del peso, sportivi e persone attente alla salute metabolica nel lungo periodo.


Farina FiberPasta e FarinaPro: due farine diverse per esigenze diverse

All’interno del brand FiberPasta convivono due prodotti distinti, pensati per esigenze nutrizionali differenti: la farina FiberPasta e la FarinaPro della linea proteica.

La farina FiberPasta è focalizzata sul basso indice glicemico e sull’elevato contenuto di fibre, risultando ideale per prodotti da forno, pasta fresca e preparazioni quotidiane orientate al controllo glicemico e al benessere intestinale. È una farina versatile, adatta a tutta la famiglia e perfettamente integrabile in uno stile di vita sano.

La FarinaPro, invece, è una farina di grano arricchita con proteine di pisello, con un contenuto proteico pari al 30% e un apporto di fibre del 9%. Grazie al binomio cereali-legumi, offre un profilo amminoacidico completo ed è particolarmente utile per sportivi, per il mantenimento della forma fisica e il supporto della muscolatura e contrastare la perdita di massa muscolare (sarcopenia) che aumenta con l’avanzare dell’età. Anche in questo caso, la composizione influenza il comportamento dell’impasto. L’elevato contenuto proteico modifica la struttura e la consistenza delle preparazioni che, come per la farina FiberPasta, richiedono più acqua nell’impasto.  La FarinaPro è ideale per pancake e prodotti da forno proteici. L’indice glicemico certificato di 37 la rende comunque una valida opzione per chi presta attenzione alla glicemia, pur con un obiettivo nutrizionale diverso rispetto alla farina FiberPasta.

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